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Il Senso del cane

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IO (PURTROPPO) NON POSSO ENTRARE: L’ESPERIENZA DELL’ESERCENTE
Paola Montanaro, titolare pubblico esercizio, Milano

Chi gestisce un esercizio pubblico – in particolare un bar come io e la mia famiglia abbiamo fatto per anni - si trova molto spesso a confrontarsi con le situazioni più disparate. Quelle che più spesso si trasformano in episodi poco piacevoli sono quelle che riguardano gli animali, ed i cani in particolare.

Nella mia attività mi sono trovata spesso di fronte a proprietari di animali che dimostravano purtroppo poca attenzione ai bisogni degli altri clienti, di noi titolari e dei nostri collaboratori. Molte volte i cani entrano senza guinzaglio, i proprietari li fanno tranquillamente sedere sui divanetti anche se a fianco c’è altra gente. Che potrebbe non apprezzare la cosa o comunque aver paura degli stessi animali. Spesso per i cani viene ordinata una ciotola di acqua, per farli bere, del cibo direttamente dal menu quando non sono gli avanzi dello stesso padrone che dalla tavola finiscono sul pavimento.

Cani portati all’interno del bar senza guinzaglio, fatti accomodare sui divanetti fianco a fianco con gli altri ospiti, addirittura fatti mangiare direttamente dal piatto gli avanzi della consumazione appena ordinata, oppure che si grattano vigorosamente perché hanno le pulci… sono solo alcune delle situazioni che ci si può trovare a gestire.

Si tratta nella maggior parte dei casi di dimostrazioni di disinteresse da parte dei proprietari verso il fatto che all’interno del bar possano trovarsi persone che hanno timore dei cani, o di come un esercizio dove gli alimenti sono esposti in un buffet non possa – per ragioni di igiene – lasciare che un animale sia libero di avvicinarsi alle pietanze, o addirittura (è capitato!) si appoggi con le zampe anteriori sul buffet perché attratto dagli odori delle varie prelibatezze. Per non parlare di quando sono presenti più cani, che possono creare scompiglio se iniziano ad abbaiare o addirittura, ben più grave, ringhiarsi contro e far litigare i proprietari tra di loro, o dei quattrozampe che fanno i loro bisogni nel bel mezzo del locale senza che il proprietario chieda nemmeno scusa!

Anche senza arrivare a situazioni estreme, quello che purtroppo ho molte volte constatato è che, quando si fa notare al proprietario che il comportamento del suo amico peloso in quel momento non è adeguato al luogo ed alle circostanze, la reazione è spesso di fastidio. Commenti come “al guinzaglio io metterei certa gente” oppure “il cane è abituato a stare sul divano e quindi ci sta anche adesso” sono segnali di scarsa educazione in primo luogo del proprietario, che ovviamente si ripercuote sul comportamento del cane.

Ecco perché spesso si preferisce vietare l’ingresso a tutti i cani: è una decisione drastica che ovviamente non ci fa piacere (un cliente con il cane che non può entrare è per definizione un cliente perso!) ma che ci tiene al riparo da situazioni spiacevoli.



Eppure basterebbe poco perché potessimo iniziare a pensare di rimuovere certi divieti. In parte già si fa: quando ci accorgiamo che un cliente ha sotto controllo il cane e che l’animale è tranquillo, siamo più invogliati a lasciarlo entrare.

Se noi titolari potessimo capire fin da quando il cliente si affaccia dalla porta con l’amico a quattrozampe e chiede “si può?” che il cane non ci darà problemi, perché si vede che non tira, non si agita e non si gratta, sarebbe più facile farlo entrare con tranquillità.

A mio parere, è necessaria la collaborazione di tutti quanti.

Da un lato dei proprietari, perché si rendano conto che educare il cane in maniera corretta vuol dire in primo luogo capire che alcuni comportamenti accettabili a casa non possono essere replicati anche in situazioni dove ci sono altre persone, e poi che un cane educato non è certamente un animale che si comporta in maniera “innaturale” ma uno che ha imparato fin da piccolo che deve seguire le indicazioni del suo padrone, e che se questo gli dice di non sedersi sul divanetto non ci si siede.

Dall’altro dei titolari degli esercizi, perché “rompano il ghiaccio” con quelle coppie cane-proprietario che mostrano un comportamento corretto evitando divieti indiscriminati.

In questo modo, i vantaggi sarebbero duplici: da parte nostra avremo meno problemi e più clienti, e i proprietari potrebbero passare davvero molto più tempo con il loro amico a quattro zampe.

Mi auguro che l’iniziativa “Insieme senza pensieri” possa essere un primo passo in questa direzione.



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